Un vigilante di 55 anni, Pietro Zantonini, originario di Brindisi, è deceduto la notte dell’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, mentre era in servizio nel cantiere dei Giochi di Milano-Cortina, nello stadio del ghiaccio. Zantonini, che lavorava in un gabbiotto di sorveglianza, effettuava ricognizioni nel cantiere ogni due ore. I colleghi hanno allertato il 118 dopo che l’uomo aveva chiesto aiuto al telefono. Nonostante i tentativi di rianimazione, è deceduto sul posto.

La moglie ha presentato denuncia ai Carabinieri, e il Pubblico Ministero Claudio Fabris ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Secondo la famiglia e il legale, avvocato Francesco Dragone, Zantonini lavorava in condizioni climatiche rigide e aveva espresso preoccupazioni riguardo ai turni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele.

Zantonini, arrivato in Veneto a settembre 2025 con un contratto a termine prorogato, doveva rimanere in servizio fino a fine gennaio. I familiari hanno sottolineato l’importanza di un approfondimento giudiziario, evidenziando la necessità di garantire sicurezza e condizioni di lavoro adeguate nei cantieri, soprattutto in vista delle Olimpiadi Invernali 2026. La vicenda riaccende il dibattito sulla tutela dei lavoratori e sull’importanza di turni sicuri in occasione di eventi internazionali.

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