Durante una riunione alla Casa Bianca, Donald Trump ha lanciato un attacco contro la comunità somala negli Stati Uniti, definendo gli immigrati “spazzatura” e affermando di “non volerli nel Paese”. Il presidente ha anche criticato la deputata democratica Ilhan Omar, originaria della Somalia, la cui famiglia è arrivata negli Stati Uniti negli anni ’90 dopo aver vissuto in un campo profughi in Kenya a causa della guerra civile.
Queste dichiarazioni giungono in un momento in cui la Casa Bianca ha annunciato un’operazione dell’ICE in Minnesota, Stato con una significativa comunità somalo-americana. Trump ha sostenuto che i somali “non contribuiscono in alcun modo” e ha descritto l’intera diaspora come dipendente dai programmi di welfare, senza fare distinzioni tra cittadini americani, titolari di green card, rifugiati e richiedenti asilo.
Le sue affermazioni si inseriscono in un contesto di accuse di frode nei servizi sociali in Minnesota, legate a denunce secondo cui fondi sottratti sarebbero stati utilizzati da gruppi estremisti in Somalia. Tuttavia, autorità statali e analisti avvertono che tali accuse non sono state dimostrate e si basano su fonti anonime. Inoltre, eventuali revoche delle protezioni temporanee riguarderebbero solo un numero esiguo di persone: secondo un rapporto al Congresso, solo 705 somali negli Stati Uniti sono coperti dal TPS.
In risposta, Ilhan Omar ha definito l’ossessione di Trump nei suoi confronti “inquietante” e ha auspicato che il presidente riceva l’aiuto di cui ha bisogno.

