L’amministrazione Trump ha annunciato la sospensione di tutte le domande di immigrazione, comprese quelle per la green card e la cittadinanza, per immigrati provenienti da 19 paesi extraeuropei. La decisione è stata motivata da preoccupazioni riguardanti la sicurezza nazionale e pubblica. I paesi interessati, già soggetti a un divieto di viaggio parziale, includono Afghanistan, Birmania, Burundi, Ciad, Cuba, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Laos, Libia, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Togo, Turkmenistan, Venezuela e Yemen.
Il memorandum ufficiale fa riferimento a un recente attacco ai membri della Guardia nazionale statunitense, in cui un uomo afghano, evacuato nel 2021, è stato arrestato. La nuova politica prevede che gli immigrati provenienti dai paesi elencati siano sottoposti a un processo di riesame approfondito, che potrebbe includere colloqui per valutare eventuali minacce alla sicurezza.
Matthew Tragesser, portavoce del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti, ha dichiarato che la cittadinanza è un privilegio e non un diritto. La sospensione riguarda anche i processi di residenza permanente e naturalizzazione.
In un contesto di crescente tensione, il Dipartimento di Giustizia ha licenziato otto giudici dell’immigrazione a New York, aumentando il numero totale di giudici licenziati quest’anno a circa 90. Questi provvedimenti sono stati interpretati come un tentativo di allineare il sistema giudiziario con la politica migratoria dell’amministrazione.
Recentemente, Trump ha anche criticato pubblicamente gli immigrati somali, in particolare Ilhan Omar, rappresentante democratica al Congresso, definendoli “spazzatura” e chiedendo il loro allontanamento dagli Stati Uniti. Omar ha risposto alle sue affermazioni, sottolineando la sua esperienza personale come rifugiata e denunciando l’ossessione del presidente nei suoi confronti.

