In Venezuela, attualmente risultano 28 detenuti di nazionalità italiana o italo-venezuelana. Questa lista, elaborata attraverso inchieste e testimonianze, ha consentito alla Farnesina di esercitare pressioni su Caracas per ottenere informazioni sulle condizioni dei prigionieri e per cercare di favorire la loro liberazione.

Tra i casi più noti, figura Luigi Gasperin, un imprenditore settantenne di Avellino, rilasciato di recente dopo un arresto nel 2025 con accuse di possesso di esplosivi, ritenute infondate dalle autorità italiane. Attualmente, Gasperin è sotto osservazione medica a Caracas.

Alberto Trentini, un cooperante veneto della ONG Humanity and Inclusion, è detenuto da oltre 400 giorni nel carcere di El Rodeo I. La sua situazione è critica, avendo perso quasi 20 chili e subendo un deperimento fisico. Il suo rilascio è ostacolato da lunghe procedure di identificazione.

Altri detenuti includono Daniel Echenagucia, anch’egli recluso a El Rodeo I, vittima di una “sparizione forzata” dopo il suo arresto nel 2024. Biagio Pilieri, coordinatore del partito Convergencia, è stato arrestato nel 2024 dopo una manifestazione pacifica. Mario Burlò, imprenditore torinese, è scomparso nel novembre 2024 e la sua detenzione è stata confermata solo successivamente.

Gerardo Coticchia Guerra e Juan Carlos Marruffo Capozzi sono tra i detenuti politici di lungo corso, con accuse vaghe legate alla loro opposizione al governo. Perkins Rocha, avvocato e consigliere di María Corina Machado, è stato sequestrato nel 2024.

Infine, il destino di Hugo Marino, un imprenditore scomparso nel 2019, rimane avvolto nel mistero, con sospetti di detenzione da parte del DGCIM. La lista dei detenuti comprende anche cittadini italiani coinvolti in proteste e arresti indiscriminati avvenuti nel 2024.

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