Le indagini sulla scomparsa di Vito Mezzalira, ex postino di 66 anni, hanno fatto un importante passo avanti. I resti rinvenuti all’inizio del mese nel giardino della sua abitazione a Sdraussina, frazione di Sagrado (Gorizia), sono stati identificati come appartenenti a lui, grazie all’analisi delle impronte dentali e della mandibola. L’autopsia, prevista per il 16 dicembre, confermerà ufficialmente l’identità.
Per la scomparsa di Mezzalira sono indagati la ex convivente Mariuccia Orlando, il suo fratellastro Moreno Redivo e il figlio Andrea Piscanec. I tre sono accusati di concorso in omicidio volontario, sottrazione di cadavere e truffa aggravata, in relazione al ritiro della pensione dell’ex postino anche dopo la sua scomparsa.
L’autopsia sarà condotta dal direttore della Medicina legale dell’Università di Trieste, Stefano D’Errico, e da Manuel Gianvalerio Belgrano, direttore della Struttura complessa di Radiologia dell’Azienda sanitaria giuliano isontina di Trieste. La scoperta dei resti è avvenuta grazie all’analisi delle immagini satellitari di Google Earth, che hanno rivelato un pozzo, successivamente sigillato con cemento, nel retro dell’abitazione di Mezzalira.

