I manifestanti si sono riuniti lungo un’autostrada nel nord-est dell’Iran, esprimendo il loro dissenso con slogan mentre fiamme divampavano nei dintorni, come documentato da video sui social media. Le proteste antigovernative, che sfidano il regime iraniano, hanno raggiunto le due settimane, nonostante la repressione in atto.
La situazione è complicata dalla mancanza di accesso a Internet e dalle interruzioni delle linee telefoniche, che rendono difficile ottenere informazioni dirette sulle manifestazioni dall’estero. Il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha annunciato un imminente giro di vite contro i dissidenti, ignorando gli avvertimenti provenienti dagli Stati Uniti.
Teheran ha intensificato le sue minacce, con il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad che ha dichiarato che chi partecipa alle proteste sarà considerato un “nemico di Dio”, un’accusa che comporta la pena di morte.

