Il Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, ha riaperto per 48 ore la gara per l’assegnazione della concessione dell’autostrada del Brennero, suscitando forti critiche, in particolare dal Movimento 5 Stelle. Secondo il partito, questa decisione rappresenta un “capolavoro da Prima Repubblica” e favorirebbe il gestore uscente, Autobrennero, a discapito della concorrenza.

La gara, del valore di circa 30 miliardi di euro, era stata avviata a gennaio ma aveva subito continui rinvii a causa di rilievi da parte della Commissione europea. Il problema principale risiede nel meccanismo di affidamento scelto, che prevede un diritto di prelazione per chi presenta la proposta progettuale, consentendo di pareggiare l’offerta migliore.

La riapertura è avvenuta il 28 novembre, con scadenza fissata al 3 dicembre, un periodo ritenuto insufficiente per la presentazione di offerte complete. I presidenti delle Province di Trento e Bolzano hanno accolto positivamente la decisione, sostenendo che eviterà ulteriori ritardi.

Tuttavia, i rappresentanti del M5S avvertono che la proroga della concessione, scaduta nel 2014, rischia di prolungare il contenzioso legale e di mantenere l’Italia sotto la vigilanza di Bruxelles. La Commissione europea ha già espresso preoccupazioni riguardo alla trasparenza e alla parità di trattamento del modello scelto dal MIT.

Il decreto del ministero, firmato dal direttore generale Sergio Moschetti, sottolinea che la gara può essere annullata in qualsiasi momento, senza obbligo di aggiudicazione, lasciando aperta l’incertezza sul futuro dell’assegnazione.

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