Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran è pronto a negoziare con gli Stati Uniti, a condizione che ci sia un’atmosfera priva di minacce e aspettative irragionevoli. Il presidente iraniano ha incaricato il Segretario di Stato e il ministro degli Affari Esteri di perseguire colloqui “equi e giusti”, rispettando gli interessi nazionali iraniani.

Nel frattempo, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, incontrerà oggi a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, insieme a importanti funzionari della sicurezza israeliana. Questo incontro si colloca nel contesto della seconda fase del piano di pace per Gaza, mediato dalla presidenza Trump, e in un clima di crescenti tensioni riguardo a un possibile attacco statunitense all’Iran.

In un altro sviluppo, il ministro degli Esteri egiziano ha discusso con il suo omologo saudita la situazione a Gaza e la necessità di una tregua umanitaria in Sudan, sottolineando l’importanza di percorsi diplomatici per affrontare la questione nucleare iraniana.

Il Qatar ha confermato che gli sforzi diplomatici per i negoziati tra Iran e Stati Uniti stanno proseguendo intensamente. Inoltre, il capo della polizia iraniana ha annunciato l’arresto di 139 stranieri durante le recenti proteste, accusandoli di essere coinvolti nell’organizzazione delle manifestazioni contro il regime.

Infine, l’ayatollah Ali Khamenei ha accusato Stati Uniti e Israele di aver orchestrato le recenti proteste in Iran, affermando che il complotto è stato sconfitto nonostante il supporto esterno.

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