Due anni fa, a 17 anni, Miriam Barreca partecipò a un triplice omicidio avvenuto ad Altavilla, in provincia di Palermo, durante un rito pseudo-religioso. La strage coinvolse la madre, Antonella Salamone, e i suoi due fratelli, Kevin di 16 anni ed Emanuel di 5. Miriam, trovata addormentata nella sua camera mentre i corpi erano nelle altre stanze, confessò di aver preso parte agli omicidi. In primo grado, era stata condannata a 12 anni e 8 mesi di reclusione.

Recentemente, la Corte d’Appello ha annullato la condanna, ritenendo che la ragazza non fosse pienamente responsabile degli atti, a causa della sua giovane età e della condizione di sottomissione psicologica in cui si trovava. I giudici hanno sottolineato che Miriam non era in grado di autodeterminarsi, influenzata dal padre Giovanni e dai cosiddetti “fratelli di dio”, Sabrina Fina e Massimo Carandente, che perpetrarono le violenze.

La strage si consumò tra l’8 e l’11 febbraio 2024, dopo giorni di torture e rituali. La madre fu picchiata e uccisa, il corpo bruciato e seppellito, mentre Emanuel subì torture estreme e Kevin fu soffocato. La difesa ha presentato perizie che attestano la parziale incapacità di intendere e di volere di Miriam, evidenziando un contesto di violenza e isolamento. La ragazza sarà ora inserita in una struttura protetta e seguirà un percorso di recupero fino al suo reinserimento nella società.

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