Noelia Castillo Ramos è deceduta oggi a 25 anni in un centro sociosanitario della provincia di Barcellona, dopo aver scelto di avvalersi dell’eutanasia. La sua morte segna la conclusione di una storia segnata da sofferenza e violenze, che ha riacceso il dibattito in Spagna sul diritto di scegliere come terminare la propria vita.
Noelia era diventata paraplegica nel 2022 a seguito di un tentativo di suicidio, frutto delle violenze sessuali subite da parte di un ex compagno e di altri tre giovani. La sua richiesta di eutanasia ha incontrato resistenza da parte del padre, sostenuto da un’associazione cattolica conservatrice, che ha contestato la capacità della figlia di prendere una decisione consapevole. Tuttavia, i tribunali spagnoli, inclusa la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell’uomo, hanno confermato la validità della sua richiesta, riconoscendo la sua consapevolezza e la gravità della sua condizione.
La giovane ha affrontato i suoi ultimi momenti senza la presenza della famiglia, mentre all’esterno del centro si radunavano gruppi di protesta. In un’intervista, Noelia ha dichiarato di non aver mai avuto ripensamenti riguardo alla sua scelta, esprimendo il desiderio di trovare finalmente pace.
Dal 2021, la Spagna ha una legge che regola l’eutanasia e il suicidio assistito, consentendo tali pratiche a chi soffre di malattie terminali o condizioni invalidanti. In Italia, invece, non esiste una normativa specifica, sebbene una sentenza della Corte costituzionale del 2019 abbia riconosciuto il diritto di scelta sul fine vita, con condizioni molto rigide per l’accesso al suicidio assistito.

