L’economia mondiale sta rallentando, e l’Italia si trova in una posizione peggiore rispetto ad altri paesi. Secondo l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, le stime di crescita del prodotto interno lordo italiano sono state riviste al ribasso. Si prevede una crescita dello 0,4% per il 2026, con un taglio di 0,2 punti rispetto alle previsioni di dicembre. Per il 2027, la crescita dovrebbe attestarsi allo 0,6%, con una diminuzione di 0,1 punti rispetto alle stime precedenti. In confronto, l’Eurozona dovrebbe crescere dello 0,8% quest’anno e dell’1,2% nel 2027, mentre a livello mondiale la crescita rallenterà al 2,9% nel 2026. La Spagna, invece, si distingue con una crescita prevista del 2,1% nel 2026, confermandosi tra le economie più dinamiche del G20. Le tensioni internazionali, in particolare il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, stanno influenzando negativamente l’economia globale. Questo conflitto ha causato un aumento dei prezzi dell’energia, impattando direttamente sulle famiglie e sulle imprese. L’OCSE ha anche rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione, stimando un aumento dei prezzi del 2,7% per il 2026. La situazione economica italiana è aggravata da debolezze strutturali, come la dipendenza dalle importazioni di energia e un modello economico poco competitivo. L’economista Asa Johansson dell’OCSE ha sottolineato che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenta l’unico vero sostegno per l’Italia in questo contesto difficile. I dati dell’Istat mostrano un crollo della fiducia dei consumatori, scesa da 97,4 a 92,6 nel marzo 2026, mentre le imprese mostrano segnali di stanchezza. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere, con il Partito Democratico che critica il governo Meloni per la mancanza di interventi efficaci. In questo scenario, l’OCSE esorta le banche centrali a mantenere alta la guardia e suggerisce di investire nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica per ridurre l’esposizione alle crisi

