Il 7 ottobre, Rani Gvili ha lasciato la sua casa per rispondere a un attacco con razzi, un gesto che lo ha portato a combattere e a diventare l’ultimo ostaggio israeliano trattenuto a Gaza. Sheila, sua sorella, ricorda quei momenti con grande emozione, descrivendo Rani come una persona intelligente, forte e coraggiosa. Da 791 giorni, la famiglia vive con l’angoscia di non sapere dove si trovi Rani.
La piazza dedicata ai rapiti si è nuovamente riempita di persone che chiedono il ritorno del giovane. Sheila ha sottolineato l’importanza di non procedere con la seconda fase del piano di pace finché il corpo del fratello non sarà restituito. Ha espresso il desiderio di una vita in pace per il popolo israeliano, affermando con determinazione che nessuno potrà cacciare gli israeliani dalla loro terra. La sua testimonianza evidenzia il dolore e la speranza di una famiglia in attesa di notizie sul proprio caro.

