L’Iran ha respinto l’offerta statunitense di 15 punti, presentando una proposta alternativa in cinque punti che include richieste di riparazioni e il riconoscimento della sua sovranità sullo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, un gruppo di navi statunitensi con circa 2.500 Marines è giunto nella regione, mentre l’Iran continua a difendere l’isola di Kharg, cruciale per la lavorazione del petrolio.

Oltre ai Marines, sono stati dispiegati 1.000 paracadutisti dell’82ª Divisione Avio, addestrati per operazioni in territorio ostile. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sollevato interrogativi sulla protezione delle forze statunitensi sul suolo iraniano.

Il presidente Trump ha annunciato una tregua di dieci giorni fino al 6 aprile riguardante gli obiettivi energetici iraniani, in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz. Questa decisione è stata comunicata durante una riunione di Gabinetto, nonostante l’Iran abbia negato pubblicamente di essere in trattative con gli Stati Uniti. Gli attacchi israeliani contro l’Iran e Hezbollah in Libano continuano, con l’esercito israeliano che ha colpito obiettivi a Teheran.

Dall’inizio del conflitto, oltre 1.900 persone sono morte in Iran, mentre le vittime in Israele e Libano ammontano a decine. La guerra è al centro dei colloqui del G7 in corso in Francia, dove si discute anche della situazione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I ministri degli Esteri del G7 stanno cercando di trovare un accordo per fermare il conflitto e riaprire le rotte commerciali marittime, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz, vitale per il trasporto di petrolio.

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