La Corte dei Conti ha espresso forti critiche sulla gestione dell’emergenza idrica in Sicilia, evidenziando l’inadeguatezza dei consorzi di bonifica. Questi enti, responsabili della gestione delle risorse idriche per uso irriguo e delle dighe, sono stati riformati circa dieci anni fa, ma continuano a operare in undici consorzi, nonostante un piano che prevedeva la creazione di due grandi consorzi regionali.

Il referto sottolinea la “inadeguatezza tecnico-organizzativa e finanziaria” di questi consorzi, che ha portato a significative perdite nella capacità di invaso delle dighe. La Corte ha sollecitato una riforma, che era stata proposta dal governo regionale con l’istituzione di quattro nuovi consorzi. Tuttavia, il disegno di legge è stato bloccato all’Assemblea Regionale Siciliana a causa di dissidi interni alla maggioranza.

Il documento evidenzia anche gravi criticità nella capacità amministrativa dei consorzi, in particolare nella gestione delle grandi dighe. Un esempio significativo è rappresentato dai finanziamenti richiesti dai consorzi attraverso il PNRR: su trentuno progetti presentati, nessuno è stato approvato. In seguito, l’assessorato all’Agricoltura ha invitato i consorzi a rivedere i progetti, portando a un finanziamento di 21 di essi tramite il Fondo Sviluppo e Coesione.

WhatsApp Facebook Messenger Copia link Telegram X.com LinkedIn Pinterest Email