In Kosovo, il partito Vetevendosje (Autodeterminazione) del primo ministro Albin Kurti si attesta al 49,1% dopo lo scrutinio di circa il 48% delle schede per le elezioni parlamentari anticipate. Questo risultato è superiore alle stime iniziali, che lo indicavano tra il 43% e il 45%. Il Partito democratico del Kosovo (Pdk) segue con il 19,9%, mentre la Lega democratica del Kosovo (Ldk) si ferma al 14% e l’Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) al 7,1%. La minoranza serba è rappresentata dalla Srpska Lista (Sl), che ottiene il 3,7%. L’affluenza alle urne è intorno al 45%.
Le elezioni odierne mirano a risolvere un lungo stallo politico che ha impedito la formazione di un nuovo governo per dieci mesi, dopo il voto del 9 febbraio. In quell’occasione, Vetevendosje aveva ottenuto poco più del 42% dei voti. Kurti, recandosi al seggio, ha esortato i cittadini a partecipare attivamente al voto, esprimendo fiducia nel superare la soglia del 50% per governare autonomamente.
Il blocco politico ha impedito al parlamento di approvare la nuova legge di bilancio per il 2026, compromettendo misure economiche e giuridiche fondamentali. La situazione ha danneggiato l’immagine internazionale del Kosovo, portando gli Stati Uniti a sospendere il dialogo strategico con Pristina e l’Unione Europea a congelare oltre 800 milioni di euro di fondi. Inoltre, il dialogo sulla normalizzazione dei rapporti con la Serbia è rimasto fermo, senza incontri di alto livello tra Kurti e il presidente serbo Aleksandar Vucic dal settembre 2023. Kurti è criticato anche dai suoi alleati occidentali per la sua linea politica considerata troppo intransigente e nazionalista.

