Israele ha ufficialmente riconosciuto il Somaliland, una repubblica autoproclamata che si è separata dalla Somalia nel 1991. La decisione ha suscitato una condanna immediata da parte del governo somalo, che ha definito l’atto un “attacco deliberato” alla sua sovranità. Nonostante le critiche, a Hargeisa, capitale del Somaliland, si sono svolte celebrazioni di massa per il riconoscimento internazionale atteso da decenni. Il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha descritto la giornata come “un grande giorno per il popolo e la Repubblica del Somaliland”.
Il Somaliland, che si estende su un’area di 175.000 km², corrisponde all’ex Somalia britannica e ha dichiarato la propria indipendenza nel 1991, mentre la Somalia affrontava il caos politico. Da allora, il Somaliland ha mantenuto una certa stabilità, con un governo autonomo, una propria moneta e forze di sicurezza. Tuttavia, non ha ricevuto riconoscimenti ufficiali da altri paesi, ad eccezione dell’Etiopia.
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha annunciato che i due paesi stabiliranno relazioni diplomatiche complete, con la nomina di ambasciatori e l’apertura di ambasciate. Mogadiscio ha avvertito che questa mossa potrebbe aumentare le tensioni nella regione, ribadendo il proprio sostegno ai diritti del popolo palestinese. Anche l’Autorità palestinese ha espresso preoccupazione, sottolineando che Israele ha menzionato il Somaliland come possibile destinazione per l’espulsione dei rappresentanti palestinesi.
In un’intervista, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler “valutare” la situazione, senza esprimere un riconoscimento ufficiale del Somaliland.

