Negli ultimi quattro settimane di conflitto con l’Iran, l’esercito statunitense ha lanciato oltre 850 missili da crociera Tomahawk, suscitando preoccupazioni tra i funzionari del Pentagono riguardo all’esaurimento delle scorte. Il Washington Post ha riportato la notizia citando fonti informate.

I missili Tomahawk, utilizzati per la prima volta nel 1991 durante la guerra del Golfo Persico, sono un elemento chiave delle operazioni militari americane. Possono essere lanciati da navi da guerra e sottomarini e le versioni più recenti, in servizio dal 2004, hanno un costo che può raggiungere i 3,6 milioni di dollari ciascuno. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno acquistato questi missili in piccoli lotti, con solo 57 unità previste nel bilancio della difesa per il 2025.

Con una gittata di 1.000 miglia, i Tomahawk riducono la necessità di missioni aeree rischiose. Tuttavia, la produzione annuale è limitata a poche centinaia di unità e il Pentagono non divulga informazioni sulle scorte disponibili. Secondo le fonti del Washington Post, è necessaria una riflessione urgente sulla possibilità di trasferire missili da altre regioni, come l’Indo-Pacifico, e un impegno a lungo termine per aumentarne la produzione. Un funzionario ha descritto la situazione delle scorte come “bassa in modo allarmante”, mentre un altro ha avvertito che si sta raggiungendo il “livello Winchester”, termine militare che indica l’esaurimento delle risorse.

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