Una videografica animata realizzata da AFP, utilizzando immagini satellitari di Planet Labs PBC, illustra i danni subiti dal sito nucleare di Natanz, uno dei principali centri di arricchimento dell’uranio in Iran, a seguito dei raid del 1° marzo. L’animazione confronta due immagini satellitari: la prima, risalente al 22 giugno 2025, mostra l’impianto dopo un attacco statunitense del 13 giugno 2025, mentre la seconda, del 3 marzo 2026, evidenzia le aree colpite dai bombardamenti recenti.
Il capo dell’Organizzazione iraniana per l’energia atomica, Mohammad Eslami, ha fatto riferimento ai raid in una lettera all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), come riportato dall’agenzia statale IRNA. Washington e Tel Aviv hanno confermato le operazioni militari contro obiettivi strategici iraniani, senza però specificare i bersagli colpiti.
Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Aiea, ha dichiarato che l’agenzia ha riscontrato danni nei siti di Natanz e Isfahan, ma ha anche sottolineato che non ci sono segnali di conseguenze radiologiche. Le reti di monitoraggio della radioattività in Iran e nei Paesi limitrofi non hanno registrato livelli anomali. Tuttavia, gli ispettori dell’Aiea non hanno avuto accesso diretto alle infrastrutture nucleari iraniane negli ultimi mesi.
Grossi ha aggiunto che l’uranio arricchito non risulta distrutto e rimane conservato in tunnel sotterranei. Le informazioni dall’Iran sono limitate a causa delle restrizioni ai media e delle difficoltà comunicative durante i raid. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito strutture legate alla produzione di missili balistici e un presunto centro sotterraneo connesso al programma nucleare iraniano, senza fornire prove pubbliche delle sue affermazioni. Il sito di Natanz, situato a circa 250 chilometri a sud di Teheran, è stato in passato oggetto di attacchi e operazioni clandestine legate al programma nucleare iraniano.

