Il Washington Post ha avviato un piano di licenziamenti che coinvolgerà centinaia di giornalisti, sebbene il numero esatto non sia stato comunicato. Secondo il New York Times, si stima che circa 300 dei 800 giornalisti attualmente impiegati saranno colpiti. Questa ristrutturazione è stata descritta dal direttore esecutivo Matt Murray come necessaria per garantire il futuro del quotidiano, definito “di un’altra epoca”.
Murray ha presentato i dettagli dei cambiamenti durante una riunione online, dopo la quale i dipendenti hanno iniziato a ricevere comunicazioni via email riguardanti la loro posizione lavorativa. Le voci sui licenziamenti circolavano da tempo, e il giornale ha registrato una perdita di abbonati, in parte attribuibile a scelte editoriali controverse, come il ritiro del supporto per la candidata democratica Kamala Harris in vista delle elezioni presidenziali del 2024.
Martin Baron, ex caporedattore del Washington Post, ha commentato la situazione su Facebook, definendo il giorno dei licenziamenti come uno dei più bui nella storia del giornale e criticando i tentativi di Jeff Bezos di avvicinarsi a Donald Trump.

