Il tribunale della Libertà di Palermo rigetta la richiesta di revoca degli arresti domiciliari a Roberto Colletti e nello stesso giorno l’ex manager degli ospedali Villa Sofia e Civico ha un gravissimo malore.
“Oltre alle varie questioni in punto di diritto – spiegano i suoi avvocati Massimo Motisi e Giuseppe Di Stefano -, erano state rappresentate le precarie condizioni di salute di Colletti che, in pensione da tempo, è affetto da gravi patologie”.
Nella notte, riferiscono i legali, la moglie ha trovato colletti nel sangue e in stato di incoscienza.
Avvisati i carabinieri, è stato chiamato il 112 ed i sanitari, constatando le gravissime condizioni hanno deciso di ricoverarlo in codice rosso. Sarebbe stata riscontrata una grave sepsi e ora l’ex direttore è in terapia intensiva.
“Continuiamo a domandarci – aggiungono i legali – quale concreto pericolo di reiterazione dei reati possa esserci in una persona che è ormai in pensione da tempo e le cui condizioni di salute, come purtroppo confermato dai fatti di stanotte, sono estremamente precarie”.
Colletti, indagato per corruzione per la vicenda del concorso per operatore socio-sanitario all’ospedale Villa Sofia, è una delle diciotto persone per cui la procura di Palermo aveva chiesto gli arresti nell’indagine su nomine, concorsi e appalti nella sanità siciliana che ruota attorno all’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.
Dopo gli interrogatori il gip ha disposto i domiciliari per tre dei diciotto: Cuffaro, Colletti e Antonio Iacono, per il quale il riesame ha sostituito gli arresti con una misura interdittiva più lieve. Cuffaro ha fatto ricorso ma anche la procura che intanto ha presentato nuove prove che saranno valutate a inizio febbraio.

