Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha dichiarato l’ufficio stampa del Pentagono come area riservata, limitando l’accesso ai giornalisti. Il portavoce ad interim, Joel Valdez, ha spiegato che la riclassificazione è dovuta alla presenza di redattori di discorsi che gestiscono materiale classificato. Questa decisione segue una serie di restrizioni già imposte ai media dall’amministrazione Trump, che ha portato all’allontanamento di otto testate giornalistiche, tra cui il New York Times e la CNN, per fare spazio a testate di orientamento conservatore.

Inoltre, il Pentagono ha richiesto ai giornalisti rimasti di firmare una nuova politica restrittiva per mantenere l’accesso all’edificio. Diverse testate, tra cui il Times e Fox News, hanno rifiutato, portando alla revoca dell’accredito. Una causa intentata dal Times ha portato a una sentenza che ha dichiarato alcune restrizioni incostituzionali, ma il Pentagono ha risposto con misure ancora più severe, chiudendo l’area stampa e imponendo scorte per tutti i giornalisti.

Nel frattempo, il Washington Post ha rivelato che Elias Irizarry, un rivoltoso condannato per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, è stato assunto in un ruolo top secret al Pentagono. Irizarry, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, lavora in un’unità che gestisce operazioni militari altamente riservate, suscitando preoccupazioni tra il personale riguardo alla sua affidabilità.

Infine, il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha bloccato le promozioni di nove ufficiali della marina, tra cui una donna e due afroamericani, in una decisione che sembra riflettere una spinta anti-diversità, contraria ai principi di merito e apoliticità del sistema di promozioni militari.

WhatsApp Facebook Messenger Copia link Telegram X.com LinkedIn Pinterest Email