La polemica è scoppiata all’Università di Bologna dopo il rifiuto di avviare un corso di laurea in Filosofia per un gruppo di giovani ufficiali dell’Accademia di Modena. Il generale Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha dichiarato che la decisione è stata presa per timore di militarizzare la facoltà. Masiello ha sottolineato l’importanza di formare un pensiero critico all’interno delle forze armate, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza del loro ruolo nella società.
La reazione del governo è stata immediata. La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha definito la scelta “discutibile”, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha criticato i docenti per aver negato un’opportunità formativa ai militari. Crosetto ha affermato che gli ufficiali, rifiutati oggi, saranno comunque pronti a difendere i professori in caso di necessità.
Il rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, ha ribadito che le decisioni didattiche spettano ai dipartimenti e ha aperto alla possibilità di futuri percorsi di studio. Ha anche sottolineato l’importanza del dialogo con tutte le realtà che riconoscono l’eccellenza dell’ateneo. Il collettivo universitario Cua ha espresso preoccupazione, interpretando la richiesta dell’Esercito come un segno di militarizzazione degli atenei.
Bernini ha aggiunto che la scelta rappresenta una rinuncia alla missione formativa dell’università, sottolineando che non esiste libertà senza sicurezza. Crosetto ha infine auspicato che, in caso di necessità, i professori si schierino moralmente a fianco delle forze armate.

