Il tribunale di Agrigento ha assolto Giuseppe Arnone, ex avvocato radiato dall’albo, dall’accusa di violenza privata, stabilendo che “il fatto non sussiste”. La sentenza, emessa dal giudice Manfredi Coffari, chiude una vicenda giudiziaria iniziata nel novembre 2016, quando Arnone fu arrestato dalla Squadra mobile di Agrigento.
Secondo l’accusa, Arnone avrebbe sfruttato lo stato di vulnerabilità della collega Francesca Picone, indagata per estorsione, costringendola a concludere una transazione in cambio di 50 mila euro per risolvere contenziosi. Inoltre, si sarebbe fatto consegnare assegni per un totale di 14 mila euro. La questione si inseriva in un procedimento che coinvolgeva Picone, accusata di estorsione nei confronti di clienti disabili.
Inizialmente, la Procura sosteneva che Arnone avesse preteso denaro minacciando di rendere pubblica la vicenda, già diffusa tramite un manifesto. Tuttavia, l’accusa di estorsione, contestata al momento dell’arresto, fu annullata dal Tribunale del Riesame e dalla Corte di Cassazione. Successivamente, le indagini portarono a una riqualificazione del reato in violenza privata, ma questa accusa non ha retto in aula.
Il giudice ha ritenuto infondate le accuse, mentre Arnone ha sempre sostenuto di aver agito per tutelare i diritti dei suoi assistiti. Attualmente, l’ex legale è detenuto per un cumulo di condanne definitive per reati di calunnia e diffamazione.

