Un artista performativo di Hong Kong, Sanmu Chen, ha tentato di commemorare le vittime della repressione di piazza Tiananmen annodando un filo rosso di 6,4 metri a un cartello stradale nel quartiere di Causeway Bay. Il gesto, simbolico della data del 4 giugno 1989, è stato interrotto da agenti in borghese che lo hanno circondato, identificato e perquisito prima di lasciarlo andare.

Dopo il rilascio, Chen ha dichiarato che la sua azione mirava a ricordare le persone uccise durante il movimento studentesco del 1989, sottolineando come chi esprime la propria opinione sia costantemente monitorato. L’artista è conosciuto per le sue performance legate alla memoria del 4 giugno e ha subito arresti in diverse occasioni in prossimità dell’anniversario. Nel 2024, era stato portato via dalla polizia dopo aver mimato la sequenza numerica “8964”, un riferimento al massacro.

Fino a pochi anni fa, Hong Kong era l’unico luogo in Cina dove si svolgevano commemorazioni pubbliche significative per le vittime di Tiananmen, ma le tradizionali veglie a lume di candela nel Victoria Park sono state vietate dal 2020 e le iniziative legate all’anniversario sono ora soggette a controlli sempre più severi.

Durante la notte tra il 3 e il 4 giugno 1989, l’esercito cinese intervenne per fermare le proteste studentesche a Pechino. Il numero esatto delle vittime rimane incerto, con stime che variano da diverse centinaia a migliaia, mentre le autorità cinesi non hanno mai fornito un bilancio ufficiale. In Cina continentale, ogni forma di commemorazione pubblica dell’evento è vietata.

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