La Commissione europea e alcuni governi dell’Unione Europea stanno esercitando pressioni su Kiev affinché consenta un’ispezione dell’oleodotto Druzhba, danneggiato in un attacco russo e che serve Slovacchia e Ungheria. Tuttavia, la richiesta è stata finora respinta dalle autorità ucraine. Secondo un alto diplomatico dell’UE, questa situazione rappresenta un “autogol” per Kiev, che ha fornito all’Ungheria una giustificazione per bloccare un prestito. Il diplomatico ha sottolineato che non è possibile verificare l’entità dei danni senza un’ispezione.
D’altra parte, una fonte governativa ucraina ha smentito l’accusa di ritardi, affermando che i tecnici di Naftogaz hanno già fornito prove dei gravi danni subiti dall’oleodotto. Sergii Koretskyi, amministratore delegato di Naftogaz, ha dichiarato che l’attacco russo ha provocato un incendio in un serbatoio di stoccaggio contenente 75 mila metri cubi di petrolio, richiedendo dieci giorni per essere domato. Ha aggiunto che l’attacco ha danneggiato anche attrezzature vitali per il funzionamento dell’oleodotto.
UkrTransNafta ha comunicato che, al momento dell’attacco, erano in corso lavori di ripristino di emergenza, ma questi sono stati interrotti a causa della pericolosità della situazione. La compagnia ha evidenziato la necessità di inviare squadre di riparazione in aree a rischio e di dirottare risorse limitate per affrontare i danni.

