L’inchiesta della Procura di Roma sul crollo parziale della Torre dei Conti ha portato all’indagine di quattro persone, tra cui tre architetti e un ingegnere, coinvolti nel progetto di restauro dell’edificio medievale. L’ipotesi principale riguarda una possibile mancata valutazione dei rischi strutturali durante la fase di progettazione e validazione.

Il crollo, avvenuto il 3 novembre, ha causato la morte dell’operaio Octay Stroic, di 66 anni. I pubblici ministeri, coordinati dai procuratori aggiunti Conzo e Di Maio, ipotizzano reati di omicidio e disastro colposo. L’inchiesta, affidata ai carabinieri della compagnia Roma Centro, sta ricostruendo le fasi dei lavori in corso in largo Corrado Ricci, situato nel cuore dei fori imperiali.

La Torre era chiusa dal 2007 e per il suo recupero erano stati stanziati 6 milioni e 900 mila euro da fondi del PNRR. A un mese dal crollo, parte dell’area è stata dissequestrata e il comune ha destinato 250 mila euro per la messa in sicurezza. La Sovrintendenza Capitolina ha dichiarato che prima dell’inizio dei lavori erano state effettuate indagini strutturali e prove di carico, ma la Procura intende verificare ogni aspetto per accertare eventuali responsabilità.

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