Il centro studi di Confindustria ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil, a causa dell’impatto del conflitto in Iran. Sono stati elaborati tre scenari futuri: nel caso peggiore, con la guerra che si protrae per tutto l’anno, si prevede una recessione con un Pil nel 2026 pari a -0,7%. Se il conflitto dovesse concludersi entro giugno, la crescita sarebbe stagnante, a zero. In uno scenario più ottimista, con la guerra che termina entro marzo, si stima una crescita del 0,5%. In autunno, la previsione era di un incremento dell’0,7%. Confindustria ha sottolineato la necessità di adottare misure immediate, sia a livello nazionale che europeo, per sostenere l’economia delle imprese e delle famiglie.

