Il patrimonio dell’attrice svizzera Ursula Andress, noto per il suo ruolo di prima Bond-Girl, è stato ritrovato grazie a un’indagine internazionale su una rete di riciclaggio. L’attrice, che ha compiuto 90 anni, è parte offesa in un’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze e dalla Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di beni e opere d’arte per un valore di circa 20 milioni di euro.
L’indagine è iniziata in Svizzera, dove Andress aveva denunciato una progressiva diminuzione delle sue risorse finanziarie, affidate a fiduciari. Le autorità svizzere hanno scoperto operazioni finanziarie complesse, progettate per nascondere la tracciabilità del denaro. Sono stati ricostruiti movimenti di circa 18 milioni di franchi svizzeri, reinvestiti in società estere e beni immobiliari.
In Italia, sono stati identificati 11 immobili e 14 terreni a San Casciano Val di Pesa, insieme ad opere d’arte e altre disponibilità finanziarie, tutti considerati frutto di riciclaggio. Andress ha dichiarato di essere “sotto shock” per la situazione, affermando di essere stata manipolata e sfruttata per anni.
Il principale accusato è Eric Freymond, ex gestore patrimoniale di Ginevra, già noto per controversie simili. Secondo le indagini, Freymond avrebbe drenato il patrimonio di Andress investendo in titoli di scarso valore e conducendo operazioni non trasparenti. La Procura fiorentina ha avviato un’indagine autonoma, seguendo il percorso del denaro illecito fino ai suoi investimenti finali. Il giudice ha accolto la richiesta di sequestro preventivo dei beni fino a un massimo di 18 milioni di franchi svizzeri.

