Mohammad Hannoun, architetto giordano di 63 anni, vive in Italia dal 1983, anno in cui si è trasferito a Genova. È noto per il suo attivismo pro-palestinese, essendo fondatore e presidente dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP) e dell’organizzazione Palestinesi in Italia. La sua figura è emersa in numerose manifestazioni, in particolare a Milano, dove ha assunto un ruolo di leadership nella comunità palestinese.

Attualmente, Hannoun è al centro di un’inchiesta condotta dalla Procura di Genova e dalla Direzione Nazionale Antimafia, che lo accusa di essere il vertice di una presunta cellula italiana di Hamas. Secondo gli inquirenti, avrebbe gestito un sistema di raccolta fondi mascherato da aiuti umanitari, con circa otto milioni di euro, di cui il 71% sarebbe stato destinato a associazioni legate a Hamas, anziché a scopi benefici.

Nel 2024, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha inserito in una lista nera come finanziatore del terrorismo, bloccando le sue transazioni con soggetti americani. Inoltre, ha ricevuto un foglio di via da Milano a causa di dichiarazioni ritenute incitamenti alla violenza durante i cortei.

Nonostante le accuse e i provvedimenti, Hannoun continua a dichiararsi innocente, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica e di operare esclusivamente come attivista umanitario, impegnato nella lotta per i diritti del suo popolo e nel sostegno alle popolazioni colpite dal conflitto in Palestina.

WhatsApp Facebook Messenger Copia link Telegram X.com LinkedIn Pinterest Email