Emergono nuovi dettagli nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, con l’indagato Andrea Sempio al centro delle attenzioni della procura di Pavia. Secondo le ultime indiscrezioni, gli inquirenti starebbero valutando un possibile movente legato a Sempio, il quale si trova ad affrontare una seconda indagine dopo otto anni. Tra gli elementi a suo carico ci sono il Dna rinvenuto sulle unghie della vittima, un’impronta sul muro della villetta e telefonate sospette effettuate nei giorni precedenti al delitto.

Sempio, attualmente indagato per omicidio in concorso con Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva, ha ribadito la sua innocenza, lamentando un accanimento mediatico che ha stravolto la sua vita. La procura, guidata da Fabio Napoleone, è convinta di avere prove sufficienti per chiudere l’inchiesta e chiedere il processo nella primavera del prossimo anno.

Tra le prove raccolte, spicca un scontrino di un parcheggio a Vigevano, che Sempio ha presentato come alibi, ma che è stato messo in discussione da un testimone. Gli inquirenti hanno anche ricostruito un possibile movente, mentre l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari coinvolge un magistrato in pensione, Mario Venditti, accusato di aver ricevuto denaro per favorire Sempio nel 2017.

Le parti sono attese nuovamente in aula il 18 dicembre per l’incidente probatorio, mentre i magistrati stanno valutando di inviare le carte alla procura generale di Milano per una possibile revisione della condanna di Stasi. Le indagini continuano con determinazione, in vista di un possibile nuovo processo.

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