Confindustria ha espresso forti critiche nei confronti del decreto fiscale approvato dal Governo, ritenendo che le nuove disposizioni penalizzino le imprese già impegnate in investimenti. Marco Nocivelli, vicepresidente dell’associazione, ha evidenziato un taglio del 65% del credito d’imposta, che avrà un impatto diretto sulla liquidità aziendale. Le principali criticità segnalate riguardano la riduzione del beneficio fiscale e l’esclusione degli investimenti in energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico ad alta efficienza. Inoltre, la retroattività della norma è considerata una violazione del principio di legittimo affidamento, penalizzando chi ha già effettuato investimenti significativi.

Il Codacons ha accolto con favore il rinvio al 1° luglio della tassa sulle piccole spedizioni, definendo il provvedimento un atto dovuto dopo il flop della misura. Critiche sono arrivate anche dalle opposizioni, con il senatore Mario Turco del M5S che ha sottolineato l’assenza di certezza fiscale nel Governo.

Il decreto fiscale prevede, oltre al credito d’imposta limitato al 35%, anche un rinvio dell’entrata in vigore di un nuovo regime IVA per operazioni permutative e aggiornamenti normativi per i lavoratori trasferiti in Italia. Sono state introdotte disposizioni riguardanti l’avviamento negativo e l’esenzione dall’imposta sostitutiva sugli interessi derivanti da titoli obbligazionari fino al 2028. Inoltre, è stata eliminata la limitazione per la maggiorazione dell’ammortamento ai soli beni prodotti nell’Unione Europea. Infine, sono previsti aumenti per l’imposta di bollo sui conti correnti e misure per il rafforzamento del Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria.

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