Nei fondali del mar Ionio, al largo della Puglia, sono stati rinvenuti i resti di una grande nave romana, carica di anfore. La scoperta, avvenuta a giugno 2025, è stata resa nota solo recentemente a seguito di controlli di routine effettuati dalla Guardia di Finanza. Durante le operazioni, gli agenti hanno notato anomalie sul fondale e hanno deciso di immergersi, portando alla luce il relitto.

Le operazioni di recupero hanno coinvolto il reparto aeronavale di Bari, la sezione operativa di Gallipoli e il II nucleo sommozzatori di Taranto, in collaborazione con la Soprintendenza di Brindisi, Lecce e Taranto. La Gdf ha sottolineato l’importanza di mantenere riservata la scoperta per evitare saccheggi e proteggere il patrimonio archeologico.

Da quel momento, l’area è stata costantemente monitorata. I militari hanno annunciato che presto inizieranno attività di ricognizione e documentazione del relitto, utilizzando tecnologie avanzate. Queste operazioni sono fondamentali per pianificare un intervento di scavo archeologico subacqueo, volto al recupero del carico e alla conservazione dei reperti e dei resti della nave antica.

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