A Roma, presso la sede dell’INPGI, è stata inaugurata una mostra che raccoglie oltre 60 pezzi, tra fotografie, cimeli e documenti storici, dedicati al giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. Tra gli oggetti esposti si trovano scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una storica macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin, ucciso nel 1994 insieme a Ilaria Alpi a Mogadiscio. La mostra include anche quattro macchine per scrivere appartenute a fiduciari INPGI, tra cui quella di Giancarlo Siani, e un video storico sull’istituto.
L’esposizione offre una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, con un focus sui cronisti e le sfide che affrontano nel loro lavoro. Viene reso omaggio ai giornalisti caduti nell’esercizio della loro professione, come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001.
Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura, ha sottolineato l’importanza di celebrare i cento anni dell’INPGI, evidenziando il valore del giornalismo come presidio di libertà e democrazia. Ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni dignitose e adeguate tutele per i giornalisti, in un contesto lavorativo in continua evoluzione.
In occasione del centenario dell’INPGI, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo commemorativo, che riproduce il logo rivisitato dell’istituto, accompagnato dalla scritta “ITALIA”.

