Hiroshima ricorda i 140 mila morti del 1945. Takaichi: “Mai più armi nucleari”

Hiroshima ricorda i 140 mila morti del 1945. Takaichi: "Mai più armi nucleari"

Un volo di colombe ha solcato il cielo di Hiroshima, in occasione del ricordo dell'81° anniversario del bombardamento atomico avvenuto il 6 agosto 1945. Quel giorno, l'Enola Gay, un bombardiere B-29 dell'aviazione statunitense, sganciò la prima bomba atomica utilizzata in guerra, causando la morte di 140.000 persone e lasciando decine di migliaia di vittime a causa delle radiazioni.

Durante la cerimonia, i rintocchi della Campana della Pace hanno segnato le 08:15, l'ora della devastazione. La premier giapponese Sanae Takaichi ha espresso la sua commozione, dichiarando: "Mai più. Abbiamo il dovere di chiedere un mondo senza armi nucleari". Tuttavia, il Giappone, sotto la sua guida, ha intrapreso una direzione opposta, puntando a rafforzare la propria industria militare per motivi difensivi, in un contesto globale caratterizzato da minacce nucleari, come quelle provenienti dalla Russia e dalla Corea del Nord.

Monsignor Shirahama, vescovo di Hiroshima e figlio di una sopravvissuta di Nagasaki, ha guidato una veglia di preghiera organizzata da Sant'Egidio, che ha unito Hiroshima, New York e Roma. "È importante ricordare e ricordarci quali siano le conseguenze della guerra. Noi vogliamo un mondo disarmato", ha affermato, sottolineando l'importanza della nonviolenza come mezzo per raggiungere una pace autentica.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità