Annegamenti, in Italia 604 decessi in due anni. Anziani e giovani tra i più colpiti

Annegamenti, in Italia 604 decessi in due anni. Anziani e giovani tra i più colpiti

Negli ultimi due anni, in Italia si sono registrati 604 decessi per annegamento, secondo i dati dell'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione, pubblicati dall'Istituto superiore di sanità. Il rapporto evidenzia che il 23% delle vittime era composto da bambini e giovani fino a 24 anni, mentre circa il 30% aveva più di 65 anni.

Il Ministero della Salute ha richiamato questi dati in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento, istituita nel 2021 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. A livello globale, l'Organizzazione mondiale della sanità stima circa 300.000 decessi per annegamento ogni anno, con una maggiore incidenza tra i bambini di età compresa tra uno e 14 anni.

Nel biennio analizzato, oltre l'80% delle vittime erano uomini. Gli annegamenti si sono verificati principalmente in mare (46,8%) e in acque interne come fiumi e laghi (46,2%), mentre il 6,2% è avvenuto in piscina, coinvolgendo prevalentemente bambini e adolescenti. Le Regioni con il maggior numero di decessi sono state Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna, Sicilia ed Emilia-Romagna.

Tra i fattori di rischio identificati ci sono malori improvvisi, correnti pericolose e comportamenti imprudenti. L'Osservatorio raccomanda ai genitori di non lasciare mai i bambini incustoditi vicino a corpi idrici e di favorire l'apprendimento del nuoto. Per gli adulti e gli anziani, si consiglia di evitare di entrare in acqua in condizioni avverse e di consultare un medico in caso di patologie. Inoltre, è importante prestare attenzione alle basse temperature e alle correnti nelle acque interne.

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