Giornate Fai, alla scoperta di Villa Caccia e del suo museo

Villa Caccia, situata su una collina che sovrasta Romagnano Sesia, è un esempio di architettura ottocentesca firmata dall’architetto Antonelli, noto anche per la Mole Antonelliana di Torino. Costruita tra il 1842 e il 1848 per i conti Caccia di Romentino, la villa si estende su oltre 1.800 metri quadrati, con un corpo centrale e ali laterali destinate a scuderie e cantine. Durante le giornate Fai di primavera, le studentesse del liceo artistico Felice Casorati hanno accolto i visitatori, offrendo un’esperienza di scoperta e condivisione della storia del luogo.

Nell’ala est della villa si trova il museo etnografico della Bassa Valsesia, fondato nel 1973 da Fernanda Renolfi, Carlo Dionisotti e Maria Adriana Prolo. Il museo presenta una vasta collezione di oggetti legati alla cultura e alle tradizioni locali, tra cui un torchio del 1600, uno dei pochi rimasti in Europa. La raccolta spazia dal vino alla tessitura, fino ai giocattoli d’epoca, e include una sala dedicata alla tradizione del venerdì santo di Romagnano. Il museo si distingue per la sua inclusività, grazie all’uso di simboli grafici che facilitano la comunicazione per persone con difficoltà linguistiche.

Nonostante il fascino della villa, sono visibili segni di degrado che richiedono interventi di restauro. Barbara Annovazzi, insegnante e delegata Fai delle Colline Novaresi, sottolinea l’importanza di raccogliere fondi per la preservazione di questo patrimonio, essenziale per mantenere viva la storia e la cultura italiana.

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