L’effetto guerra si abbatte sulle vacanze, aumenta tutto tranne i voli. Le mete più gettonate

La guerra in Medio Oriente sta influenzando le vacanze estive degli italiani, modificando le scelte delle famiglie e causando un aumento dei costi turistici. Secondo il “Dossier vacanze 2026” di Assoutenti, chi prenota un soggiorno di sette notti in una località di mare italiana per la settimana centrale di agosto si trova a fronteggiare una scarsa disponibilità di strutture. Questo fenomeno è attribuito al conflitto, che ha spinto molti a optare per mete nazionali. Una famiglia con due figli che prenota un soggiorno dal 9 al 16 agosto in un hotel a tre stelle spende in media 2.025 euro, con un incremento del 12,6% rispetto allo scorso anno. Le spese variano a seconda della località: meno di 1.400 euro per Rimini e Milano Marittima, oltre 1.700 euro in Veneto, più di 2.000 euro in Sicilia e fino a 4.800 euro a Baja Sardinia. Vieste, in Puglia, rimane la meta più economica, con un costo di 1.255 euro. Il rincaro dei carburanti ha portato a un aumento delle tariffe dei traghetti, con un incremento medio del 10,9% rispetto al 2022. Ad esempio, il costo per una famiglia con auto al seguito per un tragitto da Civitavecchia a Olbia è di 1.665 euro. D’altra parte, la crisi ha anche portato a un abbassamento delle tariffe aeree per molte destinazioni estere, con una media di -23%. Prenotando un volo di andata e ritorno da Milano a Santorini, il prezzo è sceso a 173 euro, rispetto ai 398 euro dell’anno precedente. Anche per altre destinazioni come Creta e Tenerife si registrano significativi ribassi. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, sottolinea come il conflitto stia cambiando le abitudini turistiche degli italiani, con una preferenza crescente per le vacanze nazionali, mentre i viaggi all’estero risultano più convenienti. Tuttavia, avverte anche del rischio di speculazioni sui prezzi

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