Milano, peggior seduta da marzo con il caro petrolio
Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata a causa delle tensioni nei due stretti strategici di Bab El Mandeb e Hormuz, in seguito all’attacco degli Houthi a due petroliere. Il Brent ha superato i 100 dollari, segnando un incremento del 7% rispetto al giorno precedente, per poi ritornare leggermente sotto tale soglia. In una settimana, il prezzo del petrolio ha registrato un aumento di quasi il 20%.
Anche il gas ha risentito delle stesse tensioni, con un incremento a 62 euro ad Amsterdam.
Le borse europee hanno chiuso in rosso, con Milano che ha registrato una flessione del 2,8%, la peggiore seduta da marzo. Londra ha tenuto meglio, chiudendo a -0,8%. La decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i tassi d’interesse, attesa dagli investitori, non ha avuto un impatto significativo sui mercati.
A Piazza Affari, solo alcuni titoli, in particolare nel settore energetico e della difesa, hanno mostrato performance positive, mentre Stm ha subito un crollo verticale, perdendo il 17,7% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.
