Ilaria Salis condannata per il licenziamento dei collaboratori: maxi-risarcimento da 300mila euro

Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, è stata condannata dal Tribunale di Milano a risarcire oltre 300 mila euro a due ex collaboratori, licenziati nel 2025 con una comunicazione di recesso anticipato. La sentenza, emessa dal giudice Franco Caroleo, ha evidenziato l’assenza di giusta causa nel licenziamento, motivato genericamente dal “venir meno del rapporto fiduciario”.

Gli ex assistenti, che avevano lavorato con Salis anche durante la sua campagna elettorale, hanno fatto causa dopo essere stati allontanati senza un valido motivo. L’eurodeputata non si è presentata in aula, rimanendo contumace, e non ha fornito prove a sostegno della sua posizione. Il giudice ha sottolineato che spettava a lei dimostrare la giusta causa, ma non avendo partecipato al processo, non ha assolto a tale onere.

La vicenda ha suscitato reazioni politiche significative. Matteo Salvini, leader della Lega, ha commentato con ironia la condanna, mentre Maurizio Gasparri di Forza Italia ha criticato l’ipocrisia di Salis, definendola “eroina dell’estremismo sociale” che ignora i diritti dei lavoratori. Anche Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia ha messo in evidenza la contraddizione tra le dichiarazioni pubbliche di Salis e le sue azioni personali.

In attesa di una presa di posizione ufficiale da parte di Salis, è stato già presentato ricorso in appello contro la sentenza. La situazione potrebbe avere ripercussioni significative sulla sua immagine politica, in un contesto in cui si è sempre schierata a favore dei diritti dei lavoratori e contro il precariato.

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