Fakir, Croce Rossa: “I soccorritori hanno cercato di rianimarlo”. Piantedosi: “Non temiamo nulla”
I volontari della Croce Rossa Italiana intervenuti a Bologna per soccorrere Abderrahim Fakir hanno effettuato manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato un defibrillatore, come confermato dall’organizzazione. La Croce Rossa ha espresso cordoglio per la morte di Fakir e ha offerto piena collaborazione con le autorità per chiarire la vicenda, avvenuta domenica scorsa. La famiglia di Fakir ha chiesto di rispettare il loro dolore e ha espresso l’intenzione di riportare la salma in Marocco per i funerali, dopo l’autopsia.
Fakir, 42 anni, era regolare in Italia e soffriva di asma e problemi cardiaci. Secondo i familiari, avrebbe dovuto essere posizionato in modo diverso dopo essere stato immobilizzato. Hamed Mimi, cognato della vittima, ha chiesto calma e ha sottolineato che la famiglia non desidera disordini in città.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha affermato di non temere nulla riguardo all’operato delle forze dell’ordine, sottolineando l’importanza delle bodycam per garantire trasparenza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito inaccettabile quanto accaduto e ha chiesto che vengano accertate eventuali responsabilità.
La Procura di Bologna ha avviato un’inchiesta per chiarire le circostanze della morte di Fakir, che è avvenuta dopo un intervento della polizia. I magistrati stanno esaminando video e testimonianze per ricostruire la dinamica dell’episodio. La comunità locale ha manifestato il proprio dolore e ha chiesto giustizia, mentre il dibattito politico si è polarizzato tra chi difende l’operato della polizia e chi chiede chiarezza sulle responsabilità.
