Bologna, Manifestazione per il caso Fakir, da piazza Nettuno agli scontri con la polizia
Una manifestazione a Bologna ha visto migliaia di persone unirsi per chiedere «verità e giustizia» per Abderrahim Fakir, un 42enne deceduto durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro. La giornata di mobilitazione, che ha avuto inizio in piazza Nettuno, è stata caratterizzata da momenti di intensa emozione, in particolare durante l’intervento della nipote Yosra Fakir, che ha espresso il dolore e la rabbia della famiglia, chiedendo chiarezza sulle responsabilità legate alla morte dello zio.
Accanto a lei, il presidente della Comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram, ha invitato la città a sostenere la famiglia, ma è stato contestato da alcuni manifestanti con cori contro la polizia. Dopo il presidio, il corteo si è diretto verso piazza Roosevelt, dove la situazione è degenerata. I manifestanti hanno lanciato bottiglie e oggetti verso le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
Alcuni partecipanti hanno criticato gli attivisti dei centri sociali, accusandoli di aver trasformato una manifestazione pacifica in un momento di violenza. La famiglia di Fakir ha preso le distanze dagli scontri, con il legale Fabio Anselmo che ha definito le violenze un attacco alla famiglia e ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine.
Il vicepremier Matteo Salvini ha condannato gli scontri, definendo i responsabili «teppisti» e accusando la sinistra di fomentare ostilità verso la polizia. La morte di Abderrahim Fakir rimane al centro dell’attenzione, con la famiglia che continua a chiedere giustizia, distinguendo le proprie richieste dalla violenza che ha caratterizzato la manifestazione.
