Nona notte di raid Usa sull’Iran, colpiti basi missilistiche e centri di comando
Le forze statunitensi hanno avviato un nuovo attacco contro obiettivi militari iraniani, segnando la nona notte consecutiva di raid. L’operazione è avvenuta nelle prime ore di lunedì, in risposta alla morte di un militare americano in Iraq, ucciso durante la detonazione controllata di un drone iraniano abbattuto.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha comunicato di aver colpito vari obiettivi, tra cui centri di comando, sistemi di difesa aerea, basi di lancio di missili e reti di comunicazione, con l’intento di limitare le capacità operative dell’Iran. Nonostante i raid, Teheran ha risposto con un attacco contro il Bahrein, dove si trova il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense.
Finora, non ci sono stati bilanci ufficiali da parte iraniana riguardo a vittime o danni, ma i media di Stato hanno riportato esplosioni nel sud e nel nord-ovest del Paese. La tensione si è intensificata anche nello Stretto di Hormuz, dove una nave ha preso fuoco al largo delle coste dell’Oman. I Pasdaran hanno rivendicato un’operazione contro petroliere in transito nella zona, ma le cause dell’incendio rimangono sconosciute.
Il conflitto ha avuto un impatto significativo sul traffico marittimo nella regione, con una riduzione del passaggio delle navi commerciali. L’instabilità ha influenzato anche i mercati energetici, con il prezzo del Brent che ha superato nuovamente i 90 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per una possibile crisi energetica globale.
