Caso Roggero, la vicenda della rapina nella gioielleria e il caso giudiziario
Il 28 aprile 2021, poco prima delle 19, tre uomini hanno fatto irruzione nella gioielleria Roggero, situata in via di chiusura. All’interno si trovavano il titolare, Mario Roggero, sua moglie e la loro figlia. Sotto la minaccia di una pistola giocattolo e di un coltello, le donne sono state costrette a consegnare gioielli, mentre i rapinatori le legavano. La moglie di Roggero ha dichiarato di essere stata colpita con dei pugni e di aver temuto per la propria vita.
I Roggero avevano già subito una rapina nel 2015, che aveva lasciato segni profondi nella loro famiglia. Dopo la fuga dei rapinatori con il bottino, Mario Roggero ha impugnato la sua pistola regolarmente detenuta e ha aperto il fuoco, colpendo due dei malviventi. Entrambi sono morti in strada, uno mentre cercava di nascondersi dietro un’auto e l’altro dopo essere stato colpito.
La ricostruzione dei fatti, confermata da accertamenti balistici, ha evidenziato che tutti i colpi sono stati esplosi all’esterno della gioielleria, mentre i rapinatori stavano già scappando. Questo aspetto ha influenzato il procedimento giudiziario, che ha escluso la legittima difesa. La Corte ha anche menzionato un precedente episodio del 2005, in cui il fidanzato della figlia di Roggero era stato aggredito, come prova della sua impulsività.
Mario Roggero attende ora l’ordine di carcerazione prima di presentarsi alle autorità e ha annunciato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, ringraziando i sostenitori attraverso il suo profilo Instagram, che ha visto un significativo aumento di follower nelle ultime ore.
