Riforma elettorale: primo sì alla Camera, la maggioranza si ricompatta ma resta il nodo preferenze
L’aula della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di riforma della legge elettorale, con 217 voti favorevoli e 152 contrari. La maggioranza si è ricompattata dopo le tensioni seguite al mancato passaggio di un emendamento sulle preferenze, presentato da Fratelli d’Italia e Noi moderati, che ora chiederanno modifiche al Senato.
Il centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia, sostiene che la nuova legge garantirà un vincitore certo alle elezioni e una maggiore stabilità per il Paese. Antonio Tajani, di Forza Italia, ha respinto le accuse di franchi tiratori, sottolineando la lealtà e la coerenza del suo partito.
Matteo Salvini ha aperto a una revisione sulle preferenze, auspicando che il Senato possa restituire ai cittadini una maggiore libertà di scelta. Secondo la Lega, la riforma rafforza la democrazia.
Inoltre, il centrodestra ha avviato una raccolta di firme parlamentari per chiedere la grazia per Roggero, il gioielliere che ha ucciso due rapinatori. Il tema della legittima difesa è stato rilanciato da Vannacci, con la Lega che chiede un rafforzamento della normativa. Tajani ha mantenuto una posizione cauta, mentre Salvini ha chiarito che si potrà solo presentare una domanda ben formulata per la grazia, in seguito alle indicazioni del Presidente della Repubblica.
