Goletta verde di Legambiente fa tappa a Capo d’Orlando

L’erosione costiera in Sicilia è un fenomeno che perdura da decenni, attribuibile a scelte errate che hanno compromesso gli ecosistemi litoranei. Tra le principali cause si annoverano la cementificazione della fascia costiera, la diminuzione dell’apporto di sedimenti dai corsi d’acqua, la costruzione di porti e opere marittime che ostacolano il trasporto della sabbia, e interventi di difesa costiera privi di una pianificazione adeguata. Questi dati emergono dal dossier presentato da Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente, che ha fatto tappa a Capo d’Orlando, nel messinese.

Il report sottolinea come le spiagge siano sempre più occupate da stabilimenti balneari e infrastrutture commerciali, riducendo gli spazi di fruizione pubblica e aumentando la pressione su ambienti già vulnerabili. Si evidenzia che l’espansione dell’edilizia costiera ha superato la capacità dei territori, un fenomeno alimentato dal turismo stagionale e dalla proliferazione di seconde case. Questo approccio massimizza il valore immobiliare a breve termine, trasferendo però i costi ambientali e infrastrutturali sulla comunità.

Inoltre, il dossier riporta che, durante il ciclone Harry, le spiagge prive di strutture rigide hanno resistito meglio all’impatto delle onde. Un esempio positivo è quello di Nizza di Sicilia, dove il lungomare arretrato ha permesso una dissociazione efficace delle onde, consentendo alla spiaggia di riprendersi rapidamente. Il professor Giovanni Randazzo, docente di dinamica dei litorali all’Università di Messina e nuovo presidente del gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero, ha confermato questa osservazione.

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