Mario Adinolfi davanti al Gip: “Non sono un lestofante, gioco solo a poker”

Mario Adinolfi, ex parlamentare e fondatore del movimento Il Popolo della Famiglia, si è presentato davanti al gip di Roma per rispondere alle accuse di truffa ed evasione fiscale, che hanno portato ai suoi arresti domiciliari. Durante l’interrogatorio, Adinolfi ha negato le accuse, definendosi un giocatore di poker e non un lestofante. La sua difesa, rappresentata dagli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo, ha sostenuto che la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico sia eccessiva rispetto alle contestazioni.

De Luca ha evidenziato che Adinolfi non ha mai ricevuto segnalazioni per operazioni sospette in 30 anni di attività e ha chiesto la revoca della misura cautelare, sottolineando che solo 12 persone hanno denunciato il suo assistito, mentre molti altri investitori hanno recuperato i loro soldi. Adinolfi ha dichiarato che la sua attività era legittima e che il denaro veniva affidato volontariamente dai partecipanti, tra cui professori universitari e notai.

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Roma e dalla Guardia di Finanza, accusa Adinolfi di aver raccolto fondi promettendo rendimenti da scommesse sportive, con un danno stimato di circa 4,7 milioni di euro. L’ex parlamentare ha affermato che chi perde denuncia, mentre chi vince non lo fa, e ha citato un episodio in cui ha restituito più denaro a un investitore. Al termine dell’interrogatorio, i difensori hanno presentato un’istanza di revoca della misura cautelare, in attesa della decisione del gip.

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