Strage Casalotti. “Dov’è la mia sorellina?” il dolore del sopravvissuto. Possibile movente economico
Amir Ayan Hossain Uddin, il ventenne sopravvissuto alla strage familiare di Casalotti, continua a chiedere: «Dov’è la mia sorellina?». Nella tragedia, avvenuta nei giorni scorsi, hanno perso la vita la madre, il padre e la sorella di otto anni. Amir, attualmente ricoverato nel reparto di Neurochirurgia del Policlinico Gemelli, ha raccontato agli amici e ai familiari gli ultimi momenti trascorsi con la sua famiglia prima dell’aggressione, attribuita al connazionale Shahadat Hossain, ancora ricercato.
Il giovane ha ricordato che prima di andare al lavoro, sua madre gli aveva detto di mangiare. Al suo ritorno, però, non ha trovato nessuno. Le sue condizioni di salute stanno migliorando, ma il recupero richiederà tempo. Amir ha potuto incontrare alcuni parenti arrivati dal Bangladesh, che hanno descritto le gravi ferite riportate durante l’aggressione.
Considerato un testimone chiave, Amir attende di essere interrogato formalmente dagli investigatori, che stanno cercando di ricostruire la dinamica del triplice omicidio. Le indagini si concentrano anche su un possibile movente economico: è emersa una lettera anonima inviata al capofamiglia ucciso, contenente richieste di denaro e un debito non saldato. Gli inquirenti esaminano le relazioni tra il presunto assassino e la famiglia, ipotizzando che l’atto possa essere stato premeditato.
