Legge elettorale alla Camera il 26 giugno, opposizioni insorgono: “Ennesima forzatura”

Le opposizioni hanno manifestato forti critiche in merito alla calendarizzazione della riforma elettorale, prevista per il 26 giugno alla Camera. Durante una riunione di capigruppo, i rappresentanti di Partito Democratico, M5s, Più Europa e Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso preoccupazione per la mancanza di chiarezza da parte della maggioranza sul testo della legge. Chiara Braga, capogruppo del PD, ha definito la decisione una “forzatura” da parte di una maggioranza che teme di perdere le elezioni, sottolineando l’arroganza di non rispettare il dibattito parlamentare.

Il capogruppo del M5s ha aggiunto che la riforma sembra essere stata elaborata attraverso comunicati stampa, evidenziando un approccio superficiale e un corto circuito politico. Un esponente di Più Europa ha sottolineato l’inaccettabilità di trattare la riforma come un decreto in scadenza, richiamando l’attenzione sul fatto che il codice di condotta della CEDU vieta l’imposizione di riforme senza il consenso delle opposizioni.

La proposta di riforma, che mira a sostituire il Rosatellum con un sistema proporzionale puro denominato “Stabilicum”, prevede l’eliminazione dei collegi uninominali e introduce un premio di maggioranza per le coalizioni che superano il 42% dei voti. Tuttavia, il testo non è ancora definito e la maggioranza sta attualmente trattando i dettagli. Se nessuna coalizione raggiunge la soglia del 42%, si applicherà un sistema proporzionale puro, con sbarramenti fissati al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni.

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