Flotilla bloccata in Libia, i 7 attivisti italiani saranno rimpatriati: attesi domani a Fiumicino
Sette attivisti italiani del Global Sumud Land Convoy, bloccati in Libia, stanno per rientrare in Italia dopo essere stati sgomberati da un campo nei pressi di Sirte. Fonti della Flotilla hanno confermato che il rimpatrio è previsto per domani all’aeroporto di Roma Fiumicino. Gli attivisti, tra cui Domenico Centrone e Dina Alberizia, erano rimasti in Libia mentre altri dieci volontari sono stati fermati dalle milizie libiche nella Cirenaica mentre tentavano di aprire un varco umanitario.
Sara Suriani, attivista italiana, ha denunciato un attacco da parte di forze libiche, descrivendo scene di caos e violenza durante lo sgombero dell’accampamento. Ha riferito che alcuni membri del gruppo sono stati malmenati e che le donne presenti sono state strattonate e colpite. Attualmente, i sette attivisti italiani sono in viaggio verso Misurata per il rimpatrio.
Nel frattempo, i dieci attivisti fermati, tra cui due medici, sono stati trasferiti e trattati come possibili clandestini. Le autorità libiche hanno affermato che erano entrati nel territorio senza autorizzazione e che sono in corso le procedure per la loro espulsione. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato di essere in contatto con le autorità di Bengasi per facilitare il loro ritorno.
In un contesto parallelo, la Flotilla è al centro di una polemica in Israele, con il presidente Isaac Herzog che ha condannato le violenze subite dagli attivisti, mentre il ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha risposto in modo critico alle dichiarazioni di Herzog. Le Forze di Difesa Israeliane hanno negato accuse di violenza strutturale durante le operazioni di blocco navale, affermando che esistono procedure per garantire un trattamento rispettoso degli attivisti.
