Verso una “dichiarazione di Islamabad”: ecco i punti per un memorandum di pace tra USA e Iran

Sono in corso intensi negoziati tra Stati Uniti e Iran per definire un accordo preliminare, noto come “Dichiarazione di Islamabad”. Le delegazioni di Teheran e Washington potrebbero tornare a Islamabad il 5 giugno per proseguire i colloqui, secondo fonti di alto livello citate dall’agenzia saudita Al Arabiya. Il Pakistan sta svolgendo un ruolo di mediazione, anche indiretta.

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su X che un accordo sulla guerra in Medio Oriente, che include l’apertura dello Stretto di Hormuz, è stato “ampiamente negoziato” dopo numerosi colloqui con alleati regionali. Tuttavia, ha anche minacciato l’Iran di nuovi attacchi, mentre si intensificano le speculazioni su una situazione delicata. Trump ha comunicato con leader di vari paesi, inclusi Arabia Saudita e Israele, quest’ultimo preoccupato per la propria esclusione dai negoziati.

Il potenziale accordo potrebbe includere l’impegno dell’Iran a non sviluppare armi nucleari e a rinunciare a scorte di uranio altamente arricchito. Gli Stati Uniti potrebbero consentire all’Iran di vendere petrolio attraverso deroghe alle sanzioni, mentre il blocco dello Stretto di Hormuz verrebbe gradualmente revocato. Inoltre, si prevede una fine della guerra tra Israele e Hezbollah, sebbene ci siano timori riguardo alla capacità del governo libanese di disarmare il gruppo militante.

Israele, attraverso il primo ministro Netanyahu, ha avvertito che non accetterà alcun accordo finale senza la completa smilitarizzazione del programma nucleare iraniano. La situazione rimane tesa, con scontri in corso tra Hezbollah e le forze israeliane, mentre il numero delle vittime continua a salire.

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